| Dopo le sentenza delle Sezioni Unite sul danno esistenziale del novembre 2008 mutano gli scenari e i presupposti risarcitori anche con riferimento al danno endofamiliare, analizzato nella sua dimensione non patrimoniale. Si verificherà se vi è spazio per una tutela risarcitoria contrattuale stante il valore negoziale attribuito dalla più recente dottrina agli accordi di separazione o alle convenzioni prematrimoniali, evidenziando i possibili criteri risarcitori rispetto alla tutela aquiliana. Partendo dall’ovvia considerazione che lo status di coniuge non può comportare una riduzione ed una limitazione alla tutela della persona e pur non potendosi negare specificità, completezza ed autosufficienza del diritto di famiglia, in caso di condotte intrinsecamente gravi, alle sanzioni tipiche del diritto di famiglia (addebito nella separazione- esclusione dell’assegno di mantenimento) alle sanzioni previste dal diritto di famiglia si aggiunge anche la tutela aquiliana, dovendosi escludere, tuttavia, ogni automaticità e corrispettività tra le rispettive violazioni. L’ art. 2043 c.c. è applicabile anche nell’ambito dei rapporti personali tra coniugi, e l’incontro si propone di valutare i casi in cui la condotta assunta da uno di essi, in violazione dei doveri nascenti dal matrimonio, sia soggettivamente imputabile al suo autore, in quanto sorretta da dolo o colpa e sia in concreto lesiva di una posizione soggettiva giuridicamente tutelata dell’altro coniuge e produttiva di danno ingiusto, dovendosi considerare che tra la condotta stessa e il danno accertato deve sussistere un nesso di causalità giuridicamente apprezzabile, in considerazione dello status di coniuge. Si analizzeranno i filtri risarcitori in grado di evitare che ogni crisi coniugale comporti automaticamente una risposta in termini risarcitori, con particolare riferimento alla violazione del dovere di fedeltà, analizzando le fattispecie in cui la tutela aquiliana trova spazio all’interno del rapporto matrimoniale, indipendentemente dalla eventuale separazione dei coniugi, non sussistendo una corrispondenza immediata tra la violazione dei doveri matrimoniali, la declaratoria di addebito e la responsabilità extracontrattuale. Poiché in ambito familiare la violenza avviene nel mondo degli affetti, particolare attenzione verrà riservata al fenomeno dello stalking familiare, inteso quale comportamento persecutorio di un coniuge nei confronti dell’altro, verificandone la tutela penale e civile sotto il profilo risarcitorio. In una società multietnica in cui vi sono molti matrimoni misti tra italiani e stranieri o tra stranieri, si pone la tematica, in particolare, dei rapporti tra il diritto di famiglia musulmano e il diritto internazionale privato italiano, anche ai fini di eventuali diversi presupposti risarcitori in conseguenza dei diversi principi religiosi di uno o entrambi i coniugi. Si valuterà anche l’opportunità della eventuale costituzione di parte civile nel processo penale, ai fini risarcitori. In una società multietnica in cui vi sono molti matrimoni misti tra italiani e stranieri o tra stranieri, si pone la tematica, in particolare, dei rapporti tra il diritto di famiglia musulmano e il diritto internazionale privato italiano, anche ai fini di eventuali diversi presupposti risarcitori in conseguenza dei diversi principi religiosi di uno o entrambi i coniugi.
Una sessione sarà dedicata ai danni patrimoniali derivanti da illeciti endofamiliari.
Ampio spazio sarà dedicato ai quesiti.
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| Questioni: - Il danno biologico, il danno morale e il danno esistenziale dopo la pronuncia delle Sezioni Unite: riflessi in tema di danni endofamiliari
- Tipicità del danno non patrimoniale endofamiliare
- Diritti inviolabili della famiglia (artt. 2, 29 e 30 Cost.) e risarcimento
- La domanda risarcitoria per violazione degli obblighi coniugali
- Prova del danno morale e del danno esistenziale nell’ambito della famiglia
- Onere delle prova: distinzione tra responsabilità contrattale o aquiliana del coniuge
- Danno conseguenza e riflessi risarcitori
- Criteri risarcitori del danno non patrimoniale endofamiliare
- Valutazione della resilienza a fini risarcitori
- Responsabilità aquiliana e contrattuale
- Concorso tra responsabilità aquiliana e contrattuale
- Incidenza della valutazione di addebito della crisi familiare (art 143 c.c.) sull’illecito civile (art. 2043 c.c.)
- Violazione dell’obbligo di fedeltà e risarcimento del danno: esclusione di ogni automaticità
- Violazione dei doveri di assistenza nella sfera affettiva e della sessualità
- Rapporti pre-matrimoniali
- Responsabilità anche senza separazione
- Responsabilità dell’amante
- Responsabilità del coniuge traditore
- Violazione dell’affido condiviso
- Mezzi di correzione
- Reazione violenta del genitore
- Ammissibilità della domanda risarcitoria in un processo di separazione
| | - Rapporti tra il diritto di famiglia mussulmano e diritto internazionale privato italiano
diversi presupposti risarcitori in base ai principi religiosi di uno o entrambi i coniugi - Responsabilità del genitore non affidatario nei confronti del figlio per mancato esercizio del diritto- dovere di visita al figlio minore
- Responsabilità da riconoscimento non veritiero di paternità. Il disconoscimento della paternità.
- Responsabilità del genitore per omissione di interventi idonei a far cessare attività delittuose dell’altro coniuge nei confronti dei figli
- Responsabilità da procreazione
- Stalking familiare
- Stalking quale illecito civile endofamiliare
- Distinzione tra lo stalking e la minaccia
- Distinzione tra lo stalking e la violenza privata
- Distinzione tra lo stalking e i maltrattamenti in famiglia
- Distinzione tra lo stalking e la violenza psicologica
- Distinzione tra lo stalking e il corteggiamento assillante
- Il gaslighting
- Rapporti tra il giudizio penale e quello civile
- Costituzione di parte civile nel processo penale
- Il danno patrimoniale endofamilaire
- Inadempimento degli obblighi di istruzione e mantenimento nei confronti dei figli anche naturali
- Comunione de residuo: dispersione dei beni
- Comunione legale: cattiva amministrazione
- Beni del minore: cattiva amministrazione
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| La quota di partecipazione è di € 190,00 + IVA
La quota di partecipazione potrà essere versata con bonifico bancario, bollettino di conto corrente postale o carta di credito, secondo le istruzioni fornite in conferma d'ordine. Le iscrizioni sono accolte in ordine cronologico sino ad esaurimento dei posti disponibili (al raggiungimento del numero massimo sarà disabilitato il modulo di iscrizione).
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